giovedì 4 maggio 2017

UN DOLCE ED ORSACCHIOTTOSO RICORDO

Questa mattina Facebook mi ha ricordato che, esattamente un anno fa, pubblicai un post dove raccontavo un episodio alquanto curioso vissuto qualche giorno prima e con protagonista Cookie, quel tenero orsetto di peluche immortalato nella foto qui sotto. Ecco il post!

"Venerdí pomeriggio ero sul treno assieme alla mia ragazza, ad una mia carissima amica e ad un mio carissimo amico.

Mentre parlavamo del più e del meno, ci siamo accorti che un bimbo piccino piccino, seduto in braccio alla sua mamma ai posti vicini a noi, ci guardava con i suoi tenerissimi occhi neri.

Era davvero un amore: avrà avuto secondo me non più di un anno e, oltre ai ricci di un marrone lucente, ciò che di lui più è balzato ai nostri occhi sono state le sue guanciotte rosee e paffute.

Non avendo, ovviamente, ancora la capacità di comprendere le parole e quindi i nostri discorsi, quel bimbo ci osservava in maniera del tutto inespressiva.

Fino a quando...

Fino a quando decisi di tirar fuori dalla mia valigia un mio amico alquanto particolare, in modo da farglielo conoscere.

Questo mio amico si chiama Cookie ed è quel piccolo orsetto di peluche ritratto nella foto qui sotto.

Alla vista di Cookie, il bimbo è rimasto letteralmente estasiato. Ha spalancato la sua boccuccia e, indicando con la manina il mio amico orsetto, cercava di liberarsi dall'amorevole e protettivo abbraccio della mamma per poterlo raggiungere e spupazzarselo.

Peccato che eravamo quasi a Pescara, dove dovevo scendere per prendere la coincidenza per Lanciano, altrimenti non avrei esitato a farlo giocare con Cookie e, con l'aiuto della sua mamma, a cercare di fargli capire che quest'ultimo ama tantissimo i grattini al pancino e che il suo naso, se lo si tocca dolcemente, come per magia emette un tenero e flebile "piiii".

Probabilmente, amici miei, ora che avete letto queste righe mi darete dello stupidino o peggio ancora del pazzo, e lo capirei anche. D'altronde, addo' s'è visto mai che un giovanotto di 22 anni gioca ancora coi peluche e che addirittura, quando può, se lo porta dietro perché gli tiene compagnia?!

Nonostante questo però mi sento di dirvi che secondo me noi umani, durante e nonostante l'avanzare dell'età, in fondo in fondo conserviamo sempre un lato, diciamo così, "bambino". Quel lato, in parole povere, che ci porta a tornare indietro con la mente a quando eravamo per l'appunto piccoli piccoli; quel lato che ci porta, il più delle volte, a pensare: "Magari potessi tornare bambino!"; quel lato infine che ci porta, in età quasi matura, a stringere per l'appunto "amicizia" con un orsetto di peluche e a sentirci così piú bambino di chi, bambino, anagraficamente lo è per davvero.

E penso anche che sia stupido reprimere questo nostro lato o provare addirittura vergogna quando spontaneamente e genuinamente viene fuori.

Anzi, vi dirò ancora di più: il mondo in cui oggi viviamo sarebbe decisamente migliore se noi adulti ci comportassimo come quando eravamo piccoli, dove le amicizie erano sì banalmente "scandite" da un pollice rivolto verso il basso o verso l'alto, ma almeno si era sinceri; dove per fare pace dopo un litigio bastava intrecciarsi i mignoletti con chi si era discusso ed esclamare assieme: "Mannaggia al diavoletto che ci ha fatto litigare!"; dove il modo piú naturale per dichiararsi alla propria amata era donarle un profumato fiore di campo o farle recapitare un bigliettino con la scritta "Ti vuoi mettere con me?", seguita da una casella con dentro un "si" e una con dentro un "no"; infine, dove ai soldi non si dava la benchè minima importanza: ciò che più contava era l'energico batticinque di papá, la profumata carezza della mamma e l'immancabile appuntamento in piazza con i compagni per giocare assieme fino a notte fonda.".