mercoledì 22 marzo 2017

RIFLESSIONE SULLA SPERANZA

Sono ormai anni che sento diverse opinioni legate alla speranza:"La speranza è l'ultima a morire!"; "La speranza è l'ultima a morire ma anche la prima a prenderci in giro!"; "Chi vive di speranza muore illuso!". Preso atto di tutto ciò, mi sono chiesto:"Ma che cosa è davvero la speranza?".
La speranza è, a mio avviso, uno dei tanti motori dell'officina più prestigiosa di cui siamo proprietari: la vita! Però, come ogni motore che si rispetti, anche la speranza ha bisogno di carburante per percorrere il proprio tragitto. E gli unici autorizzati a riempire il suo infinito serbatoio siamo noi, solo ed esclusivamente noi!
Faccio un esempio banale per chiarire tale concetto. Supponiamo che Domenico, un ragazzo di quindici anni, voglia diventare un calciatore e che militi in un'umile squadra di provincia; giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, cerca di migliorarsi e, al contempo, coltiva dentro sé un vivo sentimento di, per l'appunto, speranza affinché possa realizzare il suo sogno. I mesi, gli anni passano ma di una chiamata da parte di una grande squadra neanche l'ombra. Domenico però non demorde, continua a faticare in allenamento e, una volta tornato a casa, si stende sul letto sperando, per l'appunto, sempre in una svolta.
Ma fermiamoci a questo punto della storia di tale giovane e facciamo alcune considerazioni. Che cosa ha fatto realmente Domenico, oltre ai duri allenamenti e a, per l'appunto, sperare affinché diventi un vero giocatore? Il ragazzo ha messo costantemente carburante (ossia la fatica spesa assieme ai suoi compagni) all'interno del serbatoio, per l'appunto, della speranza: quella speranza di giocare un domani in una grande squadra.
Bene. Ma se Domenico non dovesse riuscire in questo intento, cosa si deve pensare? Tre sono le risposte a questo "perfido" quesito: o Domenico non ha dato completamente il suo corpo e la sua anima alla suddetta causa, pur rappresentando essa il suo più grande sogno; o essere un calciatore non era in realtà la vera aspirazione di Domenico e, perciò, questo non totale interesse lo ha portato inevitabilmente a non sacrificarsi appieno; o, infine, Domenico ha dato sì il massimo, ma il massimo non è bastato perché, oltre all'impegno, anche la fortuna gioca sempre la sua parte. In quest'ultimo caso però, il ragazzo non ha nulla da rimproverarsi, anzi: l'aver provato, nonostante le ovvie difficoltà, a raggiungere il suo scopo deve esser per lui motivo di immenso orgoglio.
Insomma, mi rendo perfettamente conto che non perdere la speranza in relazione a qualsiasi ambito e a qualsiasi sogno o desiderio, specie quando le cose non sembrano andare per il verso giusto, risulta essere una prova estremamente difficile. Ma dobbiamo quantomeno tentarci, tenendo sempre presente però la condizione imprescindibile affinché si possa riuscire nel proprio obiettivo: l'impegno, in ogni sua manifestazione.
Concludo con un'osservazione alquanto curiosa: il colore della benzina è il verde, ma anche il colore della speranza è il verde. Sarà forse un caso?