domenica 26 marzo 2017

PICCOLO PENSIERO DOMENICALE

In fin dei conti, non c'è poi tanta differenza tra la carriera di un calciatore e quella di uno studente universitario.
Mi spiego meglio: non è detto che, chi dovesse laurearsi in ritardo, un domani non possa essere un buon medico o un buon avvocato. Prendete ad esempio Toni: è vero che ha messo piede nel calcio che conta solo a 26-27 anni, ma da lì in poi non ha più smesso di segnare e ha vinto anche il Mondiale da protagonista.
All'opposto, non è detto che, chi dovesse laurearsi in tempo o addirittura in anticipo, un domani sicuramente sarà un eccellente ingegnere. Prendete ad esempio Balotelli: non aveva neanche 18 anni quando fece il suo esordio in una grande squadra come l'Inter. Sembrava un predestinato, ma alla fine non ha avuto e non sta avendo la carriera che meritava.
E ancora, durante il percorso universitario può capitare che non si superi qualche esame. Questo però non vuol dire che non si è un bravo studente. D'altronde anche Baggio, ad USA '94, sbagliò un rigore decisivo in finale col Brasile; eppure, nessuno ha mai dubitato che è stato uno dei giocatori più forti di tutti i tempi.
Indubbiamente l'ideale sarebbe laurearsi in tempo ed avere poi una lunga e brillante carriera. Però di gente come Buffon, Maldini, Del Piero o Totti ne nasce davvero poca. Sia nel calcio che nelle università.